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Giacomoni, il padre di tutta l'inchiesta

Era il segretario DS poi fuori da tutto

Nel  2005, è stato lui a firmare l'esposto in procura contro i vertici del comune di Cartoceto. Si chiama Alessandro Giacomoni, ha 46 anni, sposato, tre figli, dipendente pubblico. Al tem­po, era segretario della sezione dei Ds di Cartoceto: «Dopo quel­lo che ho visto ho la prova che in politica, se tiri dritto, ti ritrovi da solo. Per una persona lineare non è semplice. Sono uscito dal Pd, non ho la tessera, non ho incarichi, e non ho avuto solidarie­tà da nessuno. Denunciavo il malaffare ma la solidarietà è stata data a Verdini e Rondina piuttosto che a me.

Io non ho segnala­to fatti di reato ma ho denunciato con un esposto firmato la di­sinvoltura nelle procedure amministrative di Cartoceto e nel rapporto tra politica e imprenditori oltre alla palese illegittimità degli atti approvati per arrivare alla variante al Prg che prevede­va un incremento rispetto al precedente Prg fino a 18mila abi­tanti. Ma oltre a me, un altro esposto era stato presentato su fatti specifici è stato firmato da tutti i consiglieri di minoranza. Si attaccava in sostanza la "contrattazione diretta" delle scelte ur­banistiche tra amministrazione e privati».

Ma Giacomoni ha dovuto affrontare anche un'accusa di diffa­mazione da parte di Verdini, con processo e assoluzione. «Mi è costato 4mila euro per difendermi, dicendo la verità. Ho quere­lato nel 2008 per calunnia quelle persone ma l'inchiesta è anco­ra ferma e non è nemmeno arrivata all'udienza preliminare e si sta prescrivendo. Se rifarei tutto? Decisamente sì, ma con un'esperienza maggiore. Posso dire di avere la soddisfazione di aver avuto ragione e di aver salvato le colline di Cartoceto»

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