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Potature selvaggge alla scuola di Lucrezia

Articolo inviato da Katia Lumachi (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. )

Le chiamano potature, ma hanno stritolato gli alberi razziati al suolo tutto il piazzale antistante la scuola e la palestra di Lucrezia e ne hanno fatto una montagna di tranci, dicono che è dovuto a causa della neve, che i rami erano penzolanti. Martedì, lo scempio si è consumato su tutti gli alberi intorno alla scuola sotto gli sguardi sbigottiti dei passanti che non hanno saputo spiegarsi tanto accanimento su piante di modeste dimensioni o peggio sugli alberi grandi, abeti, pini, cipressi sempreverdi , anche alberi protetti che davano ombra e ristoro da sempre al piccolo centro sfigurato dal getto continuo di asfalto e cemento in seguito alla selvaggia edificazione. Non bastava questo hanno tolto anche il verde!

Eppure la legge regionale del 13 marzo 1985, n. 7 concernente: "Disposizioni per la salvaguardia della flora marchigiana", da disposizioni molto precise sull’abbattimento degli alberi. Chi ha fatto l’ordinanza lo avrebbe dovuto sapere, sempre che un ordinanza sia stata emessa, di fatto non risulta sul sito del Comune.

I più belli e sfortunati, sono stati tagliati raso a terra. Uno scempio non connotato dagli operai intenti a tagliare rami di qualsiasi dimensione e diametro senza – evidentemente -alcuna cognizione in tema di potature.

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Centrale a biogas a Lucrezia? Nasce un comitato prima che sia avviato l’iter

Una delegazione di Forza Nuova ha partecipato alla riunione costitutiva del comitato spontaneo contro la centrale a biogas a Lucrezia e poi ha incontrato l’assessore provinciale all’ambiente Tarcisio Porto.

«Abbiamo chiesto — afferma il coordinatore Davide Ditommaso — l’incontro a seguito delle notizie per la costruzione di una centrale a biogas a ridosso del centro abitato in località San Marco per acquisire maggiori informazioni sul progetto e per esporre alla Provincia tutta la preoccupazione e la contrarietà dei cittadini di Lucrezia.

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Nasce un nuovo comitato

Cittadini contro un paventato impianto a biogas: "Non lo vogliamo"

La notizia velocemente ha fatto il giro del paese lasciando tra i cit­tadini grande preoccupazione. La costruzione di un impianto a biogas in un terreno vicinissimo al centro abitato sta allarmando Lucrezia. Per ora sembrano so­lamente voci ma intanto i citta­dini non hanno perso tempo ed hanno costituito un comitato per vederci chiaro.

Mercoledì sera oltre 100 persone hanno dato vi­ta a Lucrezia e Natura. "Un comitato - spiegano i pro­motori - per difendere l'ambien­te, il paesaggio e la salute. Nel no­stro territorio oltre alla questio­ne dell'impianto a biogas sul quale vogliamo iniziare ad inda­gare a fondo, ci sono tante altre vicende che meritano la massi­ma attenzione, come il depura­tore, l'installazione di pannelli fotovoltaici a terra e i cavi dell'al­ta tensione che partono dalla centrale di Carrara". L'allarme è parte da alcuni rilievi svolti.

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Il comune: dobbiamo vedere il progetto

All'incontro pubblico di mercoledì sera hanno partecipato anche alcuni esponenti dell'amministrazione comunale che puntualizza la propria posizione: "Al momento è impossibile esprimerci perché non c'è nulla di depositato né in Comune né in Provincia. Per questo motivo è necessario aspettare prima di prendere posizione in merito. Non si conosce con esattezza nulla di questo ipotetico impianto, per ora sono solamente voci.

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L’Assessore Mariotti: Crisi del lavoro e assenteismo a scuola

Cronaca dell’abbattimento di alcuni alberi nel giardino della Scuola Media raccontata da una cittadina di Lucrezia.

A quasi tre anni dall’inizio del suo mandato, facciamo il punto sulla situazione dei servizi sociali nel comune con l’Assessore Michele Mariotti.

In questa situazione di crisi, quali sono le maggiori criticità che il suo assessorato si trova ad affrontare?

Le difficoltà che stiamo incontrando in questo momento sono dovute sia alla mancanza di fondi per i continui tagli del governo centrale, che anche alla conseguente mancanza di personale. Ma di questo eravamo a conoscenza già al momento dell’ insediamento.

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Quelle piante erano pericolose per questo le abbiamo abbattute

Perché sono stati recisi a morte i grossi pini (almeno una decina) che svettavano nel giardino della scuola media di Lucrezia? E’ la domanda che si pongono diversi genitori e cittadini, alcuni dei quali addirittura indignati per quello che di primo acchito poteva sembrare un attacco ingiustificato al patrimonio verde della frazione.

Una signora, il 24 aprile, durante le operazioni di abbattimento, ha persino allertato la Forestale e successivamente i vigili urbani e i carabinieri perché quegli alberi, che avevano sulle spalle parecchi decenni, apparivano ormai come elementi imprescindibili del paesaggio locale e vederli tagliati le ha probabilmente destato una grossa impressione.

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Abbattuti alcuni alberi nella giardino della Scuola Media di Lucrezia

Cronaca dell’abbattimento di alcuni alberi nel giardino della Scuola Media raccontata da una cittadina di Lucrezia.

“Mentre mi sto recando a fare spesa, lungo il percorso la mia attenzione viene attirata dai rumori prodotti dalle motoseghe e gru. Mi accorgo quindi che nei giardini di pertinenza della locale scuola media venivano abbattuti numerose piante di Pino, di Cipresso azzurro e altre piante. Tali piante venivano abbattute con taglio raso terra. Particolarmente grave l’abbattimento lungo il confine di proprietà tra l’area di pertinenza della scuola media e l’area di un esistente cantiere in costruzione. L’abbattimento è stato effettuato da una squadra di lavoratori.

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Farmacie Sella è stato ascoltato

La seduta del Consiglio comunale di ieri sera ha evidenziato un articolato dibattito sulla localizzazione delle nuove farmacie, specialmente per quanto riguarda l’emendamento presentato a nome della commissione servizi sociali sanità da Dante Polidoro. Emendamento che a sua volta è stato emendato nel corso di una sospensione dei lavori.

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Un inceneritore a Lucrezia. Cittadini in allarme pronti alla battaglia

Le voci su un presunto nuovo impianto stanno mettendo in allarme un intero paese.

All'inizio nessuno gli aveva dato peso. Poi quando la gente ha visto i tecnici, equipaggiati di tutto punto a misurare il terreno, la cosa si è fatta subito seria. Adesso sono pronte le barricate, le penne e i fogli per la raccolta di firme: loro, gli abitanti di Lucrezia di Cartoceto (PU) qui un inceneritore di fianco casa non lo vogliono assolutamente.

Tutto è partito da una semplice voce di paese: un noto imprenditore della zona, - diceva - vuole costruire in un'area poco distante dalla superstrada E78, in via San Marco (foto), un grosso impianto per la produzione di energia. Una sciagura per chi, come Cartoceto, ha scelto di promuoversi in Italia e nel mondo attraverso l'Olio D.o.p..

Ed è anche per questo che un gruppo di residenti si è già recato in Municipio per interpellare il sindaco, Olga Valeri (centro destra), la quale in un primo momento avrebbe detto di non sapere nulla del progetto, poi di non aver ricevuto in tal senso nessuna richiesta di autorizzazione da parte della società che vuole realizzare l'opera. Un' assenza di notizie certe, che sta alimentando l'approssimazione, la confusione tra i cittadini. Che di bocca in bocca cambiano e stravolgono ogni cosa.

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Piano delle farmacie Sella di Lucrezia protesta con Fano

Penalizzati gli stessi cittadini

Sarà particolarmente dibattuta nella seduta del consiglio comunale di oggi, convocata d’urgenza dal presidente Francesco Cavalieri, l’individuazione delle nuove sedi farmaceutiche, in attuazione del decreto approvato recentemente dal governo Monti. Si tratta di un argomento che è oggetto di diversità di vedute sia all’interno dell’amministrazione comunale che all’esterno da parte dei farmacisti.

L’altro giorno c’è stato un vero colpo di scena: le commissioni consiliari riunite, infatti, hanno contestato la delibera di giunta, elaborando un emendamento che sarà presentato alla votazione del consiglio di oggi. Alla scelta dei siti di Bellocchi, Carrara, Centinarola, Ponte Metauro e via Canale Albani, le commissioni Affari istituzionali, Servizi sociali e Urbanistica, all’unanimità hanno proposto due importanti variazioni: quella di Bellocchi andrebbe spostata in via Einaudi, nella zona industriale; quella di Carrara a Ponte Murello al confine con il comune di Cartoceto, nelle strette vicinanze di Lucrezia.

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Licenziato Baldarelli e tagliate le indennità

Cacciato dalla presidenza della Sin spa, società ministeriale. Il caso finisce su Dagospia

Lo hanno licenziato per «giusta causa», anche se lui dice che la causa è totalmente ingiusta. Francesco Baldarelli, 57 anni, ex sindaco di Fano ed ex deputato europeo per Ds, adesso è un disoccupato. Passa da uno stipendio di 140mila euro l’anno, AudiA6 con autista, a stipendio zero, anzi sottozero: «Non ho nemmeno la pensione da eurodeputato — dice — perché la otterrò a 65 anni. Ma quello che mi hanno fatto avrà un seguito davanti al giudice».

Il sito Dagospia ha pubblicato ieri la notizia che Francesco Baldarelli è stato cacciato via dopo cinque anni dalla presidenza della società Sin spa (Sistema informativo agricolo, col 51% di azioni in mano allo Stato, il resto a privati) per una gestione dei conti troppo allegra. Solo l’amministratore delegato Domenico Pecoraro (licenziato anche lui) costava 320mila euro l’anno, ma l’intero Cda macinava 600mila euro l’anno di indennità. Ora i nuovi, hanno tagliato le spese facendo scendere il costo delle indennità a 160mila euro. Il presidente Ernesto Carbone svolgerà anche il ruolo di amministratore. E poi sono state riconsegnate due AudiA6 perché troppo care.

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Cartoceto capitale del volontariato. Le altre regioni scoprono le Marche

Turismo. Successo del Consiglio Nazionale dell'Unione delle Pro Loco

Cartoceto ha ospitato il consiglio nazionale dell’Unpli, l’Unione delle Pro Loco d’Italia, al quale hanno preso parte i dirigenti di ben 17 regioni. «Ad una compagine a cui aderiscono quasi seimila associazioni e che annovera circa ottocentomila soci, non dovrebbe essere precluso nulla, ma anche il mondo del volontariato, data la crisi, ha le sue difficoltà. Ciò che non verrà mai meno sono la passione, l’attaccamento e la generosità verso il proprio territorio».

E’ il concetto che ha ribadito il presidente dell’assemblea legislativa delle Marche Vittoriano Solazzi che, insieme al numero uno della Provincia Matteo Ricci, ha dato il benvenuto agli ospiti, promettendo solide alleanze con le associazioni Pro Loco.

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Venite tutti con noi da Cartoceto a Ripalta

Primavera. Con il ritorno della buona stagione c'è anche la voglia di andare a passeggare.

Arriva la primavera, dopo la grande neve torna la voglia di fare passeggiate. Noi marchigiani siamo davvero fortunati, le nostre colline sono ricche di verde, di borghi e di tanti bei sentieri. Noi vorremmo farvene conoscere uno veramente splendido, è il sentiero che da Cartoceto porta a Ripalta. E’ tutto in terra battuta e per percorrerlo ci vuole circa un’ora camminando adagio e soffermandosi nei vari punti panoramici che spaziano fino al mare. Lungo il tragitto c’è una grande quiete e gli occhi si riempiono di verde, giallo e azzurro, i colori della campagna, delle ginestre e del cielo. Poco prima dell’ingresso al paese si può ammirare un lavatoio ormai in disuso ma che conserva ancora tutto il suo fascino legato ad un passato di duro lavoro e di povertà.

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Le relazioni pericolose tra politici e imprenditori

Dalle intercettazioni groviglio di richieste e favori

Non cercateli i politici «santi». Non ci sono.
Sia di destra che di sinistra. C’è chi trafficava con gli appalti, chi chiedeva soldi per il partito, chi spingeva per un posto in magistratura, chi per una variante.

L’inchiesta di Cartoceto aveva sfiorato anche l’ex presidente della Provincia Ucchielli, punto di riferimento politico del momento (2005-2006), ma è stato subito archiviato. A differenza degli altri, Ucchielli volava alto, non parlava mai al telefono, tantomeno di cave, di soldi o di appalti.

A spiccare invece è l’ex sindaco Ivaldo Verdini (era della Margherita) che considerava il proprio Comune come una faccenda domestica. Aveva incaricato a voce l’architetto Gabriele Filippini di disegnare la variante al Prg prima ancora dell’incarico ufficiale. Ha scelto lui perché, come sostiene il Gup «c’era una rete di interessi comuni tra sindaco, assessore all’Urbanistica e l’architetto incaricato, quest’ultimo stabile collaboratore di un imprenditore».

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Dall'esposto del consigliere Giacomoni alle telefonate calde: tutta la storia

All'inizio era l’inchiesta sulla variante al Prg di Cartoceto, fatta partire da un esposto di un ex consigliere del posto, Alessandro Giacomoni. Era il 2005.

Gli inquirenti scoprirono che a Cartoceto, il sindaco del tempo Ivaldo Verdini e il suo assessore all’urbanistica Massimo Rondina, spingevano per riempire di cemento una meravigliosa collina piena di ulivi che era già stata acquistata un anno prima da costruttori amici. Un acquisto avvenuto quando il terreno era agricolo.

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Tre filoni su Ucchielli, tutto archiviato

L’ex presidente della Provincia coinvolto dai colloqui compromettenti di Rondina. Nessun riscontro.

Fano Hanno indagato per due anni sull’ipotesi di una spartizione territoriale dell’urbanistica, per un contaminato rapporto tra politica e affari, e sulla traccia di una presunta copertura politica nei confronti di una famiglia di cavatori. Ma alla fine hanno archiviato tutte le indagini su Palmiro Ucchielli.

Sono tre i filoni investigativi aperti a suo tempo sull’ex presidente della Provincia di Pesaro Urbino nell’ambito della maxi inchiesta sulla corruzione politica che, dopo lo stralcio di diverse posizioni, vede 12 imputati per vari reati davanti al Tribunale di Pesaro, tra cui l’ex vicepresidente della Provincia Giovanni Rondina e l’ex sindaco di Cartoceto Ivaldo Verdini, già dirigenti della Margherita ora nel Pd.

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Nel Pd una seria questione morale

Accuse di corruzione, ammanchi, atti illegittimi, incarichi dispendiosi: Baldelli del Pdl solleva il caso Provincia

“Vorrebbero far finta di nulla ma in Provincia e nel Pd esiste ormai una seria questione morale”.

Antonio Baldelli, capogruppo provinciale del Pdl, mette in fila le ultime vicende delle cronache giudiziaria e politica che descrivono gli scandali nati in un decennio in Provincia al confine tra economia e politica, amministrazione e clientele elettorali, e sferra un attacco al cuore del Partito democratico. A Palmiro Ucchielli, segretario regionale del Pd, e al delfino di un tempo, Matteo Ricci, il più lanciato tra gli amministratori del partito.

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Ospedale unico, dodici sindaci hanno deciso per tutti

Dalla delibera regionale 62 del 23 gennaio scorso si rileva che il parere della conferenza dei sindaci riunitasi a Pesaro lo scorso 16 dicembre è stato decisivo per la localizzazione del nuovo ospedale provinciale a Fosso Sejore. Infatti, la giunta regionale si limita a condividere i moviti della scelta riportati nel documento istruttorio dove si annota che dal verbale dell’audizione della conferenza “risulta che la scelta dei sindaci è caduta, con la sola obiezione del sindaco di Mombaroccio, sulla località di Fosso Sejore del comune di Pesaro per la facile accessibilità dell’area, in relazione ai tempi di percorrenza, e per la possibilità di utilizzare l’attuale rete viaria, che pur avendo la necessità di adeguamento non deve essere modificata in modo sostanziale”.

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Non ho commesso alcun reato

Massimo Rondina replica alle motivazioni della sentenza, il Gup Mussoni ritiene provata la corruzione

Massimo Rondina replica alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza del giudice per l’udienza preliminare sul proscioglimento suo e di Ivaldo Verdini, Gabriele Filippini, Paolo Petrucci, Gabriele Canestrari e Giancarlo Canestrari per prescrizione del reato e perché il fatto non sussiste.

All’ex assessore all’urbanistica di Cartoceto si riferiscono i capi di imputazione per i quali il giudice Lorena Mussoni ha riconosciuto che la corruzione è provata. Provata eppure prescritta, cioè estinta per il semplice decorso del tempo, in virtù della legge ex Cirielli che ha dimezzato il termine di 15 anni in vigore fino al 2005.

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Le prestazioni pagate ad altri e la legge ex Cirielli

Massimo Rondina rileva che le utilità illecite attribuitegli nella sentenza “erano ottenute da terzi e non direttamente dal sottoscritto”. Si tratta di compensi in violazione della legge sull’incompatibilità di un assessore pagati dai costruttori coimputati.

Il giudice afferma che tali prestazioni “pur effettuate materialmente da Rondina in qualità di geologo, venivano fatturate da professionisti compiacenti che sono stati individuati... Tali professionisti avevano il compito di raccogliere la documentazione predisposta da Rondina e di intestare il lavoro al proprio studio geologico emettendo la relativa fattura all’impresa, dopodiché, consegnavano l’importo della fattura allo stesso imputato”.

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