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Sindaco Cartoceto: Non fuga di cervelli. Si parte per migliorare

16 Aprile 2015

Una risorsa da recuperare, un patrimonio da impegnare per la valorizzazione del territorio, questa è la missione del primo cittadino di Cartoceto, Enrico Rossi, di fronte all’esodo di italiani che si spostano per cercare all’estero alternative professionali e nuovi impieghi.

Il nostro territorio ha ancora molto da dare – spiega il Sindaco – dobbiamo sfruttarlo al meglio e trarre nuove opportunità di lavoro, poiché possiamo farlo, la nostra terra ce lo consente“.

A Cartoceto si vive bene, ma forse il paese a qualcuno sta stretto. Ci sono giovani cartocetani che sono partiti verso altri paesi?
Sì, conosco diversi ragazzi che hanno lasciato il comune di Cartoceto per recarsi a lavorare all’estero. Le mete più scelte sono state soprattutto Inghilterra, Australia, Germania ed Austria.

Si è fatto un’opinione sul perché sempre più italiani decidano di trovare il loro futuro altrove? Cosa spinge i giovani a lasciare il proprio paese?
La ricerca di lavoro contribuisce, sicuramente, a questo esodo, ma anche la voglia di imparare la lingua e la volontà di percorrere e colmare un percorso di studi. Spesso poi queste combinazioni coincidono, poiché rappresenta un costo il fatto di spostarsi per fare questa esperienza di vita, di conseguenza si cerca un’occupazione per far fronte alle spese.

Il Comune di Cartoceto mette a disposizione uno sportello per dare informazioni a chi avesse intenzione di partire?
Onestamente non abbiamo ancora istituito uno sportello preposto a questa funzione, ma la nostra amministrazione si sta muovendo per cercare di creare opportunità lavorative all’estero: siamo gemellati con il comune tedesco di Hügelsheim che, a sua volta, è gemellato con la cittadina di Cold Lake, in Canada.
Dal 12 al 15 giugno prossimi, una nostra rappresentanza si recherà in Germania con un obiettivo preciso: oltre al piacere sociale, vogliamo cercare una collaborazione con alcune tra le più importanti aziende del territorio.

In questa maniera daremo la possibilità a giovani, così come già successo gli scorsi anni, di poter svolgere uno stage formativo in qualche realtà aziendale in Germania. Ma, oltre a questo, abbiamo intenzione di aprire questa prospettiva anche nei confronti del terzo comune gemellato, così da creare un vero e proprio triangolo di cooperazione.

Quindi, lei vede in maniera positiva la cosiddetta “fuga dei cervelli”?
In parte. Credo che, fintanto si parli di esperienze formative per apprendere la lingua, ampliare il proprio back ground, percepire nuove nozioni per la propria professione, ci sia solo da guadagnare nel fare un’esperienza del genere, ma vedo in maniera negativa la “fuga dei cervelli” dettata dalla disperazione.

Auspico a tutti, quindi, di fare un’esperienza all’estero, se possibile, ma non di partire avendo perso tutte le speranze.

Non nascondo che questo è un momento molto difficile per l’occupazione; affronto giornalmente situazioni non facili, condivido con i miei concittadini la frustrazione dettata dallo stato in cui si trova ora l’Italia, ma mi piacerebbe vedere più entusiasmo, maggiore grinta, vorrei vedere meno persone remissive e pronte ad arrendersi alla prima difficoltà!

Ritiene che i cittadini emigrati siano un patrimonio da recuperare?

Giovanna Omiccioli

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