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Cartoceto si tira fuori dall'operazione. Ora si va verso una fusione a tre.

25 Novembre 2015

Gli altri tre Comuni spingono per chiudere entro fine anno.
Nel alle spalle di Fano, dall'unione a quattro è destinata a scaturire una fusione a tre. Il poker di municipalità che costituisce attualmente l'Unione Valle Del Metauro (Cartoceto, Montemaggiore, Saltara e Serrungarina) non è compatto. Mentre il paese dell'olio dop frena e vorrebbe fare le cose con estrema calma, passando per uno studio di fattibilità e un sondaggio informale fra i cittadini, gli altri tre spingono forte sull'acceleratore per dar vita a un solo comune.

Emblematica, al riguardo, la riunione di giunta dell'Unione tenutasi venerdì scorso e avente all'ordine del giorno proprio la fusione: con Cartoceto assente, i rappresentanti degli altri tre enti locali si sono espressi senza remore a favore della fusione, decidendo di portare in votazione il progetto nei rispettivi consigli comunali prima della fine dell'anno e di chiedere in tempi brevi alla Regione Marche l'indizione del necessario referendum.

Insomma, Montemaggiore, Saltara e Serrungarina fanno sul serio e il loro obiettivo è di riuscire a svolgere la consultazione referendaria entro la primavera 2016. Dopodiché, se il voto sarà favorevole, il primo gennaio 2017 consigli, giunte e sindaci decadranno e tutto passerà in mano ad un commissario che traghetterà i tre municipi alle elezioni unitarie per designare un solo sindaco e un solo consiglio.

Numeri alla mano, il nuovo comune, che già a maggio 2017 potrebbe avere il suo primo cittadino, la sua giunta e il proprio civico consesso, avrebbe una popolazione di circa 12.500 unità, diventando il settimo della provincia. Se, invece, ci fosse stato anche Cartoceto (che con i suoi quasi 8mila abitanti è il maggiore dei quattro) ora staremmo a parlare della prospettiva di un comune di oltre 20mila persone: il terzo in assoluto dopo Pesaro e Fano. La domanda da porsi, dunque, è se una fusione a tre sia comunque importante per il territorio, o se invece rappresenti un risultato a metà.

Al riguardo, Andrea Cappellini, presidente del consiglio dell'Unione Valle Del Metauro e leader del gruppo di minoranza saltarese 'Il comune siamo tutti noi', ha le i dee chiare: «E' innegabile che a livello socio-economico sarebbe meglio una fusione a quattro e spero ancora che ci siano margini per procedere in questa direzione, ma è pur vero che se Cartoceto proprio non ci vuole stare, è giusto andare avanti in tre. Naturalmente, la parola definitiva spetterà ai cittadini». Tra i nomi che si fanno per il comune nascituro c'è quello di Nuova Città del Metauro. Se, come sembra, Cartoceto rimarrà fuori dal discorso, cosa farà in futuro? Si può ipotizzare una fusione con Fano? Sandro Franceschetti

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